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RALF KÖNIG


Parte di questa intervista č apparsa su "Rolling Stone Italia" n. 45, Luglio 2007,
a cura di Franco Capacchione Traduzione di Helga Rainer




Quando hai iniziato a disegnare fumetti avevi dei modelli?
Quando ero piccolo, mio cugino disegnava Paperino meglio di me, era una cosa che mi faceva imbestialire, allora è nata la mia ambizione. Forse senza di lui non mi sarei mai messo a disegnare fumetti! Più avanti, da adolescente, ho scoperto l'underground americano, soprattutto Fritz il Gatto di Robert Crumb. C'era un gatto che fumava erba e si faceva un'intera vasca da bagno piena di gattine, all'epoca lo trovai sensazionale! Anch'io volevo fumare erba e scopare! In seguito il mio idolo è diventata la francese Claire Bretécher. Da lei ho imparato che i fumetti non devono per forza essere ambientati su pianeti sconosciuti, con mostri e eroi, anzi, è molto più spassoso raccontare storie che attingono alla banale vita di tutti giorni. Due persone sono sedute sul sofà e parlano della loro ultima scappatella, questo sì che è davvero divertente.

Puoi raccontare gli episodi di censura che hai subito in Germania? Cosa faceva più paura delle tue storie?
Beh, è stato negli anni Novanta. Un professore, in Baviera, aveva scovato sotto il banco di uno studente i miei libri Palle di toro e Il condom assassino, il Landesjugendamt della Baviera (una sorta di Ufficio Giovani che rispetto alla realtà italiana ha maggiori competenze giuridiche e sociali, N.d.T.) era pronto a saltarmi alla gola. Tra le varie cose accusavano me e i miei fumetti di "discriminare l'eterosessualità", cosa assai divertente perché dopo secoli di atavica discriminazione degli omosessuali mi era proprio riuscito un colpaccio! In più, già da otto anni, i libri si trovavano tranquillamente in libreria, per cui si trattava più che altro di fandonie. Non ho mai subito censure, l'allora BPjS, (Bundesprüfstelle für jugendgefährdende Schriften, l'autorità federale di vigilanza sulle opere per la tutela dei minori, N.d.T.), ha classificato i miei fumetti come arte. Non so nemmeno cosa possa esserci di pornografico quando i personaggi hanno il naso più lungo del pisello.


Rispetto alle altre tue storie pubblicate qui in Italia Come conigli sembra aprirsi al mondo etero, è vero?
Come conigli è stato concepito originariamente come copione per un film. L'intento era chiaramente di coinvolgere un pubblico il più ampio possibile. Solo dopo il copione ho scritto il fumetto, ovvero ciò che mi sarebbe piaciuto vedere sullo schermo. Di fatto in Germania tutti leggono i miei libri, sia omosessuali sia etero. È puro humor. Però, dopo venticinque anni passati a disegnare fumetti "solo gay" mi sono annoiato e cerco nuovi campi, e con gli eterosessuali mi diverto molto. Anche per loro le relazioni non sono poi tanto semplici e i risvolti, di conseguenza, piuttosto comici.

A cosa stai lavorando? Conrad e Paul adotteranno un bambino?
No, direi proprio di no. Non ce li vedo, soprattutto a Paul non importa un fico secco. Anche i matrimoni omosessuali mi interessano poco, ma la mia casa editrice mi ha chiesto un libro sul tema e così è nato Lo sposo baci la sposa. Io personalmente non mi sposerei mai, ma penso sia una cosa buona e giusta che una legge simile sia stata approvata in Germania e spero che lo sarà presto anche in Italia. In fin dei conti c'è un Papa tedesco: che si adoperi!


Vivi a Colonia? Un locale in città dove bisogna assolutamente andare?
Purtroppo non sono un assiduo frequentatori di locali, non mi piace la birra e stare fuori fino a tardi ascoltando pessima musica non fa per me. E quasi tutti i gay, ahimé, ascoltano pessima musica, è un fenomeno di proporzioni mondiali, più è piatta e sciatta tanto meglio! Per carità, mai niente di impegnativo, figurarsi l'opera! C'è di che disperare!

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