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CHARLES M. SCHULZ
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Charles Monroe Schulz nasce
il 26 novembre 1922 e muore il 13 febbraio del 2000. Fin dalla nascita
sembra destinato al fumetto: appena nato uno zio lo chiama Sparky,
abbreviazione di Sparkplug, il cavallo di "Barney Google",
striscia allora popolarissima, e questo soprannome non lo abbandonerà
più. Sparky cresce negli anni della Grande Depressione con
un padre, barbiere come il papà di Charlie Brown, che per
far quadrare i conti taglia barbe e capelli senza concedersi riposo.
Dopo il diploma e una breve esperienza di guerra nella Francia del
1945, viene assunto come insegnante alla Art Instruction School,
una scuola di disegno per corrispondenza dove Schulz incontra tra
i giovani colleghi ispirazioni e suggerimenti per i suoi futuri
personaggi, ad esempio l'impiegata della contabilità Donna
Wold, suo primo amore non corrisposto, che gli ispirà quel
singolare personaggio fuori campo che è la ragazzina dai
capelli rossi, eterna cotta di Charlie Brown. Tra il '47 e il '48
Sparky approda con qualche fatica alla carta stampata: una sua serie
di vignette "Li'l Folks" viene pubblicata per tre anni
sul giornale di St. Paul Pioneer Press (i ragazzini di quelle lontane
vignette possono essere considerati i fratelli maggiori dei "Peanuts")
mentre un'apertura verso la comunità nazionale più
vasta arriva dal Saturday Evening Post, settimanale a larga diffusione
che gli pubblica qualche disegno. E' questo il periodo in cui diventa
un assiduo frequentatore delle ferrovie statunitensi: prende i treni
dell'alba per Chicago e New York, si presenta nelle sedi dei grandi
syndicates ma di solito non supera il tavolo della receptionist
e torna a casa come un povero Charlie Brown deluso. Finch*, nel
1950, in una mattinata piovosa di giugno, in Manhattan, riesce a
passare con facilità oltre i primi sbarramenti della reception
dell'United Feature Syndicate e a sciorinare i suoi disegni sulla
scrivania di un alto dirigente. I "Peanuts" usciranno
poco più tardi su vari quotidiani e presto sarà un
successo travolgente. Schulz, in uno slancio di ruvida sincerità,
si disse convinto che il titolo "Peanuts" (Noccioline),
imposto dal Syndicate fosse il peggiore mai escogitato per un fumetto.
Il tempo non gli dette ragione. Nell'aprile del 1951 Sparky sposa
Joyce Halverson; il matrimonio dura per ventun anni e cinque figli
che diventano la principale fonte d'ispirazione per le sue strisce.
Nel 1958 la famiglia Schulz si trasferisce definitivamente in California.
Santa Rosa è il quartier generale del lavoro, l'ufficio,
lo studio. Qui ha tutto ciò che desidera: uno stadio di ghiaccio
denominato con un po' di enfasi Redwood Empire Ice Arena dove si
creano e rappresentano spettacoli di pattinaggio, un campo da golf,
campi da tennis e uno chalet - studio immerso nel verde a un indirizzo
che la dice lunga su quale sia dei Peanuts il prediletto: Snoopy
Place N.1. Alla sua attuale notorietà hanno contribuito in
larga misura le varie attività collaterali alla striscia
dei "Peanuts". Schulz, ha sempre messo al primo posto
nel cuore e nel cervello il fumetto creato appositamente per la
carta stampata: fin troppo ovvvio che senza la striscia giornaliera
e la tavola domenicale, non ci sarebbe il fenomeno "Peanuts".
Ma, per quanto attiene alla divulgazione presso pubblici di ogni
età il contributo maggiore viene, prima di tutto, dal merchandising,con
le miriadi di pupazzi, poster, capi d'abbigliamento e pezzi d'arredamento,
quaderni di scuola e diari, cartoncini augurali e calendari, minielettrodomestici
ecc...: un giro d'affari che intorno ai Peanuts dà lavoro
a migliaia di persone. In secondo luogo dai film d'animazione, in
larghissima misura prodotti per la televisione a cominciare dal
1965 con "A Charlie Brown Christmas" che vince anche un
premio molto ambito come l'Emmy televisivo e che dà vita
a una serie di altri cartoni animati. Si può aggiungere,
inoltre, che alla popolarità di Schulz un contributo morale,
se non finanziario, lo ha dato certamente il fatto che gli astronauti
dell'Apollo 10, nel 1969, durante la prima circumnavigazione attorno
alla luna, battezzano i loro moduli Charlie Brown e Snoopy. Per
saperne di più collegati al sito internet www.unitedmedia.com
I personaggi dei PEANUTS
SCOTT ADAMS
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Scott Adams, 46 anni, cresciuto
tra le montagne del Catskill nello stato di New York e poi trasferitosi
a fare il college a Berkeley in California, ha lavorato in banca
dal 1979 al 1995, iniziando a disegnare le comic strip di Dilbert
nel 1989. Le strisce sono il frutto delle sue esperienze lavorative
in banca, dove le umiliazioni e il cinismo dei superiori erano allordine
del giorno. Nel 1988 compra il libro Artist Markets e, seguendo
le istruzioni di come entrare a fare parte di un Syndicate di cartoonist,
invia alcune tavole alla società più importante degli
Usa, la United Media. Dopo poche settimane viene contattato e messo
sotto contratto. Nel 1989 avviene il suo debutto dopo mesi di prove
e limatura dello stile, diventando così ufficialmente un
cartoonist professionista. Il successo è immediato e in quattordici
anni pubblica 22 libri stampati in dieci milioni di copie. Dilbert
appare su duemila giornali in 65 Paesi del mondo, diventando una
delle strip più famose della storia. Ma Scott Adams ha unaltra
grande passione: il cibo. Fonda così la Scott Adams Food
Inc, società che produce alimenti ricchi di vitamine e minerali,
aprendo poi lo Staceys Café a Pleasanton in California.
Per saperne di più collegati al sito Internet www.dilbert.com
I personaggi di DILBERT
PATRICK MCDONNELL
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« Arrampichiamoci più in alto possibile per vedere
dove siamo...», dice il gatto Mooch conficcando le unghiette
nel tronco di un albero.
Ma il cane Earl che lo segue è più perplesso, per
non dire diffidente. Vorrebbe sapere dove siano finiti. Le risposte
di Mooch non lo rasserenano affatto, e Earl esprime tutta la sua
riprovazione: «Potrebbe essere peggio di così!?! Per
colpa tua ci siamo perduti nel bosco e adesso siamo qui bloccati
sopra un albero! Dì qualcosa!?!».Presentiamo i principali
personaggi, il cane e il gatto della striscia Mutts nel culmine
di una loro avventura di curiosi e sventati.
Gli altri personaggi sono Ozzie, il padrone di Earl, e il suo uccello
Flap e Millie e Frank, i padroni di Mooch, con il loro pesce Sid.
I padroni sono vicini di casa: Earl, Mooch, Flap, Sid fanno vita
in comune.
Il cartoonist Patrick McDonnell riconosce di essersi ispirato alle
avventure del suo cane vero, ma anche ai Peanuts di Charles M. Schulz
e, soprattutto, a Krazy Kat di George Herriman. Su Herriman ha scritto
un libro che è considerato l'ultima parola su questo classico
della comic strip, addirittura una leggenda americana. Non c'è
un cartoonist a partire da Schulz che non lo riconosca come precursore.
Krazy Kat non è mai stato un fumetto veramente popolare,
eppure è stato il fumetto più celebrato. George Herriman,
constatando le magre entrate che Krazy Kat procurava, si rivolse
un giorno al King Features Syndicate per dire che forse il suo salario
era troppo alto dato che i profitti dell'agenzia erano così
bassi. Allora lui guadagnava 750 dollari alla settimana mentre gli
altri disegnatori ne guadagnavano 1.500. Ma William Randolph Hearst,
proprietario del King Features e membro convinto della società
degli amanti di Krazy Kat, informato di quella generosa crisi di
coscienza di George Herriman dette ordine che il fumetto pazzo andasse
avanti sinché il suo creatore voleva. È la storia
di un triangolo meraviglioso. Due dei personaggi sono facilmente
riconoscibili, come Ignatz, un topo anarchico e cinico lanciatore
di mattoni, e come Offissa Pupp, un sentimentale cane poliziotto
protettivo oltre ogni limite, mentre Krazy Kat, un gatto che probabilmente
è una gatta, raggiunge la maggiore tormentosa felicità
quando il topo-egoista lo/la colpisce con una mattonata, nonostante
le manovre premurose del cane-altruista.
«Ma se il nostro eroe o il nostro furfante non capiscono e
non possono capire la nostra eroina, ognuno di loro due può
non capirla e non la capisce in modo diverso.
Per il nostro altruista dal capo un po scarico, lei è
l'incarnazione adorabilmente indifesa della santità. Per
il nostro egoista duro di cuore, lei è la personificazione
imbarazzantemente indistruttibile dell'idiozia. Il benevolo super-cane
la vede come una debole creatura ispirata. Il malevolo sotto-topo
come una che è nata per far da bersaglio. Intanto, attraverso
questo doppio malinteso, il giocoso destino di Krazy si compie...»,
scrive il grande poeta americano E.E. Cummings. Per saperne di più
collegati al sito Internet www.muttscomics.com
JERRY SCOTT - JIM
BORGMAN
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Jerry Scott, co-autore (insieme
a Rick Kirkman) di Baby Blues, una delle strisce più popolari
negli Stati Uniti, vincitrice del premio della National Cartoonists
Society nel 1995, è lo sceneggiatore.
Jim Borgman, che dal 1976 è «editorial cartoonist»
del Cincinnati Enquirer e nel 1991 ha vinto il Premio Pulizer di
giornalismo per questa specialità, è lautore
dei disegni. I due amici nellestate del 1996 avevano deciso
di passare insieme un periodo di riposo a Pedona, Arizona, per sfuggire
alla tirannia quotidiana del fumetto.
Risultato della vacanza: Zits, una nuova, divertentissima striscia
che affronta i problemi di come vivere a 15 anni e di come vivere
con qualcuno che ha 15 anni.
Dice Scott: «Gli adolescenti sono creature affascinanti. Non
hanno ancora letà per guidare la macchina, ma ritengono
di poter guidare la General Motors. Penso anche che uno dei motivi
per cui questa striscia funziona è che un giorno vedi la
vita attraverso gli occhi di Jeremy e il giorno dopo la vedi attraverso
quelli dei suoi genitori». Dice Borgman: «I teenager
offrono un sacco di spunti per un fumetto. Sono molto divertenti
da disegnare a causa del loro inusuale modo di vestire e mi hanno
sempre interessato come esemplari umani perché stanno facendo
quellinteressante viaggio che parte dallinfanzia e arriva
alla maturità con tutte le sue dinamiche, tensioni e cambiamenti».Per
saperne di più collegati al sito Internet
www.kingfeatures.com
I personaggi
di ZITS
BILL
WATTERSON
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La popolare strip creata da Bill
Watterson è stata pubblicata sui principali giornali americani
dal 1985 al al 1995: dieci anni di successo assoluto e folgorante.
Poi l'abbandono che ha spiazzato i fans di Calvin gettandoli nella
più cupa disperazione. L'autore è stato irremovibile:
stanco di essere costretto a disegnare negli esigui spazi redazionali,
ha annunciato la sua decisione di dedicarsi ad altri interessi,
come la pittura e la musica.
Linus ha iniziato la pubblicazione di "Calvin & Hobbes"
sul numero di novembre del 1987. Ecco cosa scriveva nella presentazione:
"...L'ambientazione è quella solita dei fumetti americani
(famiglia, scuola, casa nei sobborghi), ma ha la particolarità
di dilatarsi a dismisura seguendo l'inesauribile immaginazione di
Calvin. Ecco allora che la vasca da bagno diventa una nave pirata,
il banco di scuola un'astronave a sotto il letto si annidano mostri
paurosi che sbavano e digrignano i denti. Calvin stesso subisce
trasformazioni di ogni tipo: via via è detective, astronauta,
marziano, dinosauro, squalo, pipistrello, insetto, zombie, si gonfia
come un pallone, si scioglie completamente come neve al sole, finisce
inglobato in una bolla di sapone o catturato da un lenzuolo, mentre
la maestra e il dentista diventano orrende creature aliene. Nel
mondo di Calvin, che è l'immenso mondo fantastico del gioco
e dell'infanzia, un posto particolare occupa Hobbes: innocuo tigrotto
di peluche per gli altri, ma tigre in carne e ossa e vero compagno
di avventure per il bambino. Con una trovata geniale, l'autore ha
reso anche graficamente questo dualismo; così nella stessa
striscia, secondo chi l'osserva, Hobbes è disegnato come
un grosso animale parlante e pensante ritto su due zampe, o come
un pupazzo muto." Per saperne di più collegati al sito
internet www.ucomics.com
I personaggi
di CALVIN
& HOBBES
AARON
MCGRUDER
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The Boondocks, il nuovo fumetto
che vi presentiamo in anteprima nazionale, è strettamente
legato alla realtà e ai meccanismi che governano la società
americana di oggi. Il suo autore è Aaron McGruder, un ragazzo
afroamericano molto giovane (ha appena 25 anni) che, dopo la laurea
in letteratura conseguita presso l università del Maryland,
ha deciso di concentrare i suoi sforzi nella produzione di questa
striscia, diffusa dapprima su internet (date un occhiata al
sito, ne vale la pena: www.boondocks.net ), poi sul giornale universitario,
e infine arrivata un paio d anni fa sulla più famosa
rivista statunitense di musica black, The Source, e varie altre
pubblicazioni nazionali fra cui Time e Newsweek.
La strip si caratterizza per il suo particolare punto di vista,
quello dei neri che abitano i sobborghi delle grandi città
americane, vivono da protagonisti la crescita della cultura hip-hop
che si nutre di musica rap, writing e breakdance, e condividono
i problemi dell essere una minoranza etnica, socialmente svantaggiata,
ignorata dalle istituzioni e che sembra a volte quasi votata all
autodistruzione.
Questa caratterizzazione ci consegna un fumetto spiccatamente di
parte, pervaso di un ironia acida e graffiante, l unica
arma rimasta per reagire al ribrezzo provocato dalla politica e
dai valori stessi della società americana Wasp. McGruder
non ha peli sulla lingua, i suoi personaggi filtrano gli avvenimenti
presenti e, pur con il sorriso sulle labbra, ci svelano il marciume
che abbiamo intorno.
Dopo l 11 settembre, i Boondocks hanno passato un po
di guai: il tono caustico con cui veniva criticata la reazione dell
esecutivo agli attentati alle torri gemelle e i pesantissimi attacchi
alla famiglia Bush e alla Cia, dipinti come coloro che hanno foraggiato
e addestrato Bin Laden utilizzandolo per i loro precedenti scopi,
sono stati considerati da molti giornali inadatti al clima di quei
giorni; così la striscia è stata spesso sostituita
da altre, che non turbassero i lettori. Questi sono tempi difficili
negli Usa per le voci fuori dal coro, per chi non esalta il governo
americano e il suo presidente come difensori della civiltà
contro la barbarie che viene dall oriente, tempi in cui il
pensiero critico è visto quasi come una minaccia, come una
dichiarazione di fedeltà al nemico.
McGruder si è dispiaciuto per le censure subite, si è
preoccupato, ma non ha certamente rinunciato ad esprimere le sue
idee, in dissenso con il pensiero della maggioranza. Anzi, pare
che presto i Boondocks «morderanno» anche nella più
dinamica forma di cartone animato, in un progetto supervisionato
dallo stesso McGruder.
Dunque, vi lasciamo finalmente alla lettura della strip, sperando
che il suo umorismo vi aiuti nella difficile riflessione sui fatti
del mondo...Go Boondocks!!Per saperne di più collegati al
sito Internet www.boondocks.net
I personaggi
di THE
BOONDOCKS
DARBY
CONLEY
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La vita di un pubblicitario single
con cane sensibile ( e un po fesso) e gatto caratteriale (
e al limite della delinquenza), è al centro di questa nuova
irresistibile striscia appena uscita negli Stati Uniti.
Il titolo Get Fuzzy è piuttosto intraducibile; ha comunque
a che fare con la "pelosità" dei due comprimari,
Bucky e Satchel, creature sì antropomorfiche, ma saldamente
fedeli ai loro istinti animali.
In questo eccentrico ménage è chiaramente Bucky, il
gatto, a portare i pantaloni, mentre il tenero Satchel cerca di
restare neutrale, ma spesso gli capita di fare le spese delle malefatte
di Bucky.
L'autore Darby Conley, è illustratore ed ex maestro di scuola.
Cresciuto con Richard Scarry, i Peanuts e i libri di Tintin (in
quest'ordine), ha sempre desiderato fare i cartoonist. Dopo essersi
diplomato in Belle Arti all'Amherst College nel 1994, come da manuale
ha fatto i mestieri più disparati nei posti più disparati:
è stato unico insegnante maschio di una scuola elementare
a Northampton, art director di un museo scientifico ad Acton, commesso
di un negozio di articoli sportivi e bagnino di una piscina in cui
nessuno nuotava mai
cosa che gli ha permesso di disegnare a
tutto spiano!
Ora Conley vive a Boston, anche lui single come il protagonista
delle sue striscie, in un appartamento dove, però, non sono
ammessi cani e gatti. «Sono un grande osservatore di animali.»
sostiene «Passo un sacco di tempo con i gatti di strada e
con i cani degli altri, per non parlare dei topi della metropolitana».
Per saperne di più collegati al sito internet
www.getfuzzy.com
I personaggi
di GET
FUZZY
JIM
MEDDICK
Jim Meddick inizia la sua carriera
di cartoonist durante gli anni '70: mentre frequenta il college
crea la striscia "Paperback writer", grazie alla quale
gli viene assegnato dal "Chicago Tribune" il premio per
la miglior strip studentesca.
Dopo essersi laureato nel 1983 alla Washington University di St.
Louis, Meddick diventa disegnatore satirico per la Newspaper Enterprise
Association.
La sua carriera sembra avviata, ma poi nel 1985 crea il personaggio
di Robotman: decide quindi di lasciare la sua precedente occupazione
per dedicarsi totalmente allo sviluppo di questa strip.
Dopo un inizio in sordina, "Robotman" diventa un fumetto
di un certo successo, e cambia nome: prima "Robotman &
Monty", poi solo "Monty", quando il personaggio principale
scompare totalmente dalla striscia per esigenze di sceneggiatura.
RALF KÖNIG
Ralf König, nato a Soest in Westfalia
nel 1960, è uno dei più noti e prolifici autori di fumetti tedeschi.
Gay dichiarato, racconta con ironia il mondo omosessuale da oltre
25 anni: le sue prime strisce, intitolate Schwul-Comix («fumetti
froci»), risalgono al 1981. Fra le sue opere reperibili in italiano:
Konrad & Paul (Konrad Und Paul, 1993), Il condom assassino (Kondom
Des Grauens, 1987), Palle di toro (Bullenklöten!, 1992) e Lo sposo
baci la sposa (Sie Dürfen Sich Jetzt Küssen, 2003). Sulle pagine
di Linus sono apparsi Un uomo in bilico, Tutti lo vogliono, Pretty
Baby. König ha raccolto premi e riconoscimenti in tutta Europa,
fra cui quelli dei festival del fumetto di Angoulême e Lucca. In
Germania sono stati prodotti ben quattro lungometraggi tratti dai
suoi romanzi a fumetti. Attualmente vive a Colonia.
Visita il suo sito www.ralf-koenig.de
e leggi l'intervista.
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