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Marjane Satrapi, Gabriella Giandelli, Francesca Ghermandi: quote rosa nel mondo del fumetto da esportazione
 

Nel mese che celebra le lotte civili dei movimenti delle donne, parliamo di loro, sperando di non essere banali. Perché (anche) attraverso i fumetti le donne hanno molto da dire. Siamo ancora lontani dal mettere in discussione il predominio maschile nel piccolo mondo del fumetto: statisticamente la maggior parte dei cartoonist sono uomini, così come lettori e collezionisti. Inevitabile che finiscano per essere declinati al maschile anche i contenuti. Già Arthur Asa Berger, nel suo seminale (per quanto ormai ampiamente superato) L’americano a fumetti del 1973, ricordava come nei comic book e nelle strisce made in Usa fossero prevalenti le figure maschili, in un rapporto di due a uno con quelle femminili: le donne - secondo Berger - erano viste unicamente come oggetto d’amore, oppure direttamente eliminate dalla trama, in quanto complicazione ulteriore per la ricerca di gloria o potere da parte del maschio. Berger aveva, com’è ovvio, punti di riferimento premoderni; oggi, le cose sono molto cambiate: con l’arrivo del graphic novel, lo sviluppo dell’ underground e più in generale la maturità del medium, è aumentata la presenza femminile nel mondo del fumetto, sia dal lato della produzione sia da quello della fruizione. Con risultati davvero notevoli.
Un paio di esempi suggeriti dall’attualità.

1) È appena arrivata nelle sale Persepolis, pellicola di animazione tratta dall’omonimo fumetto autobiografico dell’iraniana Marjane Satrapi. L’adattamento per il grande schermo è di per sé un evento stupefacente, viste le caratteristiche dell’opera. Un romanzo di formazione al femminile, che racconta tre generazioni di donne (la piccola Marjane, la madre, la nonna): personaggi in cui la forza d’animo si unisce alla cultura, alla grazia e alla consapevolezza politica, fino a produrre personalità che contrastano nettamente con la situazione di oppressione vissuta giorno dopo giorno.
Il film – diretto a quattro mani da Vincent Pariannaud e della stessa Satrapi – risulta a tratti perfino più toccante del fumetto, e non tradisce alcuna delle scelte fatte sulla carta stampata, dal rigoroso bianco e nero al tratto piatto, crudo ed espressionista. Orgogliosamente controcorrente rispetto alla moderna animazione commerciale: proprio per questo motivo la sconfitta di Persepolis nella notte degli Oscar era annunciata, contro un gigante come il Ratatouille firmato Pixar. Eppure, solo la presenza di un prodotto del genere nel tempio del cinema americano è un segnale forte.
Un film da vedere, per l’otto marzo. Perché in quest’opera il personale è più che mai politico, come il movimento delle Donne afferma da sempre. Da segnalare che l’uscita del film è celebrata a Milano da una mostra allestita nell’ambito del festival culturale Sguardi Altrove: le tavole della Satrapi si potranno vedere fino al 9 marzo ai caselli di Porta Venezia, in Piazza Oberdan. Per maggiori informazioni, www.sguardialtrove.org.

2) A Bologna c’è un festival di fumetto diverso e particolare, che quest’anno ha fra i suoi ospiti d’onore un’autrice che porta il fumetto italiano nel mondo. “Bilbolbul” (www.bilolbul.net) si svolge dal 5 al 9 marzo in giro per la città, ma le mostre durano fino ad aprile inoltrato. Le cose da vedere sono molte e interessanti: un’esposizione dedicata allo storico disegnatore italiano Gianni De Luca (Il commissario Spada), una che racconta il fumetto cinese, il jazz illustrato dalle opere del belga Louis Joos. Spicca però fra tutte la personale di Gabriella Giandelli, da lei direttamente curata e intitolata Le stanze degli altri: una raccolta di tavole esposte curiosamente all’interno di un vero appartamento, la residenza per artisti in via Nosadella 2 (la mostra rimane aperta dal 7 marzo all’11 aprile).
Location davvero perfetta, visto che il tema della mostra è proprio l’interno domestico, filo rosso che attraversa l’opera della Giandelli e protagonista silenzioso della serie di albi a fumetti intitolata Interiorae, che ha raccolto un notevole successo di critica negli Stati Uniti. Spiace constatare che cartoonist italiani di alto livello trovino maggior fortuna all’estero che in patria: prima di Gabriella Giandelli era stata Francesca Ghermandi, (anche lei presente a Bologna per un incontro sul tema del “giornalismo grafico”) con The Wipeout e il più recente, inquietante, ironico, lynchano Grenuord.
Made in Italy da esportazione, prodotti di cui essere fieri, frutto del lavoro di artiste donna. Archiviate le mimose – che non piacciono a nessuno, diciamocelo – quest’anno regalo fumetti.
fumetti@linus.net





Carlos Giménez
I PROFESSIONISTI
Black Velvet
pagg. 176, Euro 18,00
Ecco un libro compiaciuto, autoreferenziale, che descrive un piccolo mondo accartocciato su se stesso. Nonostante ciò – incredibile, a dirsi – è una delle letture più divertenti degli ultimi tempi. Opera di Carlos Giménez, autore storico della scuola spagnola, quarant’anni di carriera sulle spalle, molta fantascienza: Delta 99, Dani futuro, Hom, Koolau il lebbroso... I professionisti racconta la sua vita di giovane e squattrinato fumettaro nella Barcellona degli anni Sessanta: un’esistenza chiusa nel microcosmo dello studio in cui lui e i suoi colleghi sono confinati durante il giorno e, spesso e volentieri, anche lunghe notti insonni, al tavolo da disegno. Il gruppo vive di cameratismo, scherzi crudeli da collegio maschile, piccole truffe, pochi soldi e molti sogni. I nomi sono stati cambiati, ma di autobiografia si tratta: “tutti gli aneddoti sono rigorosamente autentici”, dichiara orgoglioso Giménez all'inizio del primo episodio. Subito dopo, inizia l'immersione nella memoria dei “bei tempi andati”, visti con malcelata nostalgia, nonostante la povertà e le oppressioni del franchismo: tema politico mai affrontato direttamente, ma che appare fra le righe in alcuni episodi, filtrato attraverso la lente della vita quotidiana. Ottima operazione di recupero e sistemazione di materiale che, in parte, era già apparso sulle pagine della storica testata Eureka!. Per i nostalgici, ma soprattutto per tutti i giovani fumettari. Che si lascino insegnare come va il mondo!

 


 

 

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